Principio di funzionamento
Tutti gli elementi di rilevazione dell'impianto antifurto comunicano con la centrale d'allarme attraverso onde elettromagnetiche (Radio) in totale assenza di cavi elettrici. Di seguito l'elenco dei componenti che si scambiano le informazioni sfruttando come portante la frequenza 433MHz o 866MHz:
L'alimentazione dei componenti è affidata a batterie al Litio o Alcaline a lunga durata,
presenti all'interno di ciascun rilevatore o avvisatore acustico. La centrale
antifurto in caso di batteria bassa - propria o di qualsiasi altro componente -
informa l'utente e indica con precisione il componente che ne richiede la
sostituzione.
Vi sono centrali antifurto via radio che utilizzano come alimentazione primaria la rete
elettrica
quindi devono essere collegate, per mezzo di un cavo, ad un quadro elettrico per prelevare i
220 Volt; in questo caso la batteria a tampone della centrale è di tipo ricaricabile al Nichel -
Cadmio o al Piombo.
Ad impianto inserito l'apertura di una porta o di una finestra protetta, il sollevamento di una tapparella o il
movimento di persone all'interno dei locali protetti da sensore, attivano una segnalazione
sonora. I sistemi antifurto telesorvegliati o con combinatore telefonico,
inoltrano una chiamata verso la
centrale di sorveglianza o verso i numeri pre-memorizzati.
Supervisione dei componenti radio
La centrale antifurto radio controlla costantemente la presenza dei componenti di rilevazione
appartenenti al sistema: attende un segnale di "Esistenza" chiamato di
Supervisione, da parte di
ciascun componente.
La casa costruttrice dei rilevatori radio stabilisce il periodo entro cui gli stessi
devono
inviare la trasmissione del segnale di esistenza verso la propria centralina.
In fase di programmazione occorre specificare il numero di secondi che la
centrale deve attendere, prima di visualizzare una
condizione di guasto, in seguito alla mancata ricezione del segnale di esistenza di uno o più componenti.
Ad esempio, il rilevatore invia ogni 15 secondi il segnale di esistenza, valore
impostato dalla casa produttrice; l'installatore deve inserire il numero massimo
di secondi che la centrale d'allarme deve attendere prima di visualizzare una condizione di guasto supervisione:
45 secondi; se la centrale non
riceve almeno un segnale d'esistenza - da parte dei "suoi" rilevatori
- entro 45 secondi visualizza il guasto, altrimenti ricomincia il conto alla
rovescia.
La supervisione è un controllo che, in fase di programmazione, si può
escludere (disabilitare).
Segnali trasmessi dai rilevatori radio
I segnali inviati dai componenti radio possono contenere più informazioni:
Stato del rilevatore: i contatti magnetici inviano alla centrale un segnale di stato (aperto o chiuso) visualizzato in centrale o in tastiera che indica se la porta o la finestra protetta dal contatto stesso, risulta aperta o chiusa oppure se in allarme.
Batteria bassa; un circuito elettronico interno al componente misura costantemente l'efficienza dell'accumulatore; in caso di batteria bassa invia l'informazione alla centrale che provvede ad illuminare il relativo led. Le centrali antifurto più evolute indicano con precisione il rilevatore che necessita della sostituzione e non visualizzano una segnalazione generica
Tamper; l'apertura dell'involucro del rilevatore (e quindi del microswitch) oppure la mancata ricezione del segnale di sopravvivenza favoriscono la trasmissione del segnale di sabotaggio o di supervisione.
Guasto: in caso di malfunzionamento del circuito interno al rilevatore.
La centrale antifurto esegue istante per istante i seguenti controlli:
In caso di mancanza rete elettrica, la centrale attinge l'alimentazione
necessaria dalla batteria a tampone; rileva l'assenza dell'alimentazione
primaria ai capi dei morsetti dedicati e lo comunica attraverso una segnalazione luminosa in
tastiera o in centrale stessa. Una volta ripristinata la corrente elettrica la
segnalazione si spegne.
Generalmente in assenza dei 220 Volt la centrale
antifurto limita gli "sprechi" di energia spegnendo, ad esempio, la
retroilluminazione della tastiera.
In assenza della linea telefonica la centrale telesorvegliata illumina un led di errore di
comunicazione che si spegne al ripristino, inoltrando una chiamata verso la centrale di sorveglianza.
In abitazioni particolarmente a rischio s'installa un'interfaccia cellulare GSM per evitare
che si possa isolare l'impianto d'allarme in caso del taglio linea telefonica tradizionale (PSTN).
Il guasto circuito sirena indica un problema d'attivazione degli avvisatori
acustici; tale anomalia è segnalata
attraverso l'accensione di un led in tastiera e comunicata alla centrale di
sorveglianza.
La segnalazione di batteria bassa è visualizzata in tastiera e comunicata alla centrale di sorveglianza.
La centrale d'allarme, che utilizza i 220 Volt come alimentazione primaria, controlla sempre la condizione
dell'accumulatore tenendolo
costantemente sotto carica e misurandone l'efficienza (Voltaggio).
Le centrali d'allarme radio dispongono di un relè d'allarme che eroga, in caso d'allarme, l'alimentazione
per l'attivazione della sirena interna, unico componente che assorbe energia.
La batteria a tampone fornisce alimentazione fino al suo esaurimento.
Il Ministero delle Poste e Comunicazioni ha assegnato due bande di frequenza, pari a 433MHz e 866MHz, per gli impianti antifurto radio: se v'installano una portante differente (315 MHz, frequenza "vecchia") incorrerete in elevate sanzioni amministrative.
Il segnale generato dal rilevatore, durante una condizione di allarme, è
trasmesso alla centralina utilizzando il formato binario - una
combinazione di zero e uno - modulato in ampiezza o in
frequenza (metodi utilizzati per riportare all'interno dell'onda radio le
informazioni binarie) sfruttando la banda portante assegnata.
Il segnale codificato in questo modo (denominato treno di bit) contiene un duplice messaggio:
Gli impianti antifurto radio, hanno passi di programmazione e caratteristiche simili alle centrali
filari o miste (vedi anche
caratteristiche delle centrali).
Anche gli antifurti radio possono usufruire del servizio di
Telesorveglianza, se dispongono di un combinatore telefonico digitale (modem) a
bordo o su scheda aggiuntiva.
TERMINOLOGIA:
Scheda Antiaccecamento
Gli antifurti più evoluti incorporano, nella circuiteria interna, una particolare scheda che
rileva un disturbo costante o un tentativo di accecamento presente nella frequenza
portante (433 - 866 MHz), in grado di limitare o impedire lo scambio d'informazioni tra rilevatori e centrale.
Il compito di tale scheda è quello di segnalare al proprietario la condizione di
accecamento della frequenza in corso; in seguito alla ricezione del segnale di
accecamento la centralina provvede ad illuminare un led di Guasto oppure attiva le
sirene.
Consiglio di richiedere al Vostro installatore l'inserimento di questo tipo di controllo.
Autoapprendimento
I moderni impianti antifurto radio dispongono di componenti con logica in autoapprendimento.
La casa costruttrice assegna un codice
binario ad ogni componente, "imprimendolo" nella circuiteria
interna. Il codice rende il rilevatore unico, distinguibile da qualsiasi altro
componente; il numero dei codici disponibili (combinazioni)
superano il miliardo.
Per includere nell'impianto antifurto un rilevatore radio, occorre alimentarlo,
porre la centrale d'allarme in programmazione, selezionare il passo che
consente l'aggiunta di rilevatori (o modo di apprendimento) e digitare il
numero dell'ingresso zona
d'occupazione. La centrale attende il segnale radio da parte del
rilevatore, che sollecitato, provvede a trasmettere il proprio codice identificativo.
Il codice binario s'invia attraverso la pressione di un apposito tasto oppure con l'apertura
dell'involucro - attivazione del tamper - che forza una
trasmissione (segnalazione di manomissione).
La centrale riceve e memorizza il codice inviato e lo registra all'interno della zona
selezionata. L'attivazione di qualsiasi rilevatore, genera la trasmissione
del codice identificativo seguito dalla segnalazione dell'evento occorso.
La centrale d'allarme, con logica in autoapprendimento, non accetta più sensori con
differenti codici binari su unica zona, eliminando qualsiasi
possibilità di errore nella identificazione del rilevatore.
Dip Switch
Per includere nell'impianto antifurto un rilevatore radio a dip switch, occorre impostare manualmente
un codice binario.
Il dip switch è un componente elettronico che racchiude più micro interruttori che
possono assumere il valore 0 o 1.
L'installatore imposta - per mezzo del dip presente sul rilevatore (circa 10) - una combinazione binaria
casuale; la stessa deve essere riportata sul dip, presente in centrale,
corrispondente all'ingresso zona. Il rilevatore invia, per ogni trasmissione, il suo codice
identificativo.
A ciascun ingresso zona disponibile corrisponde un dip switch da impostare cui possono
fare riferimento più (infiniti) rilevatori con il medesimo codice binario.
Consigli per l'installazione
La comunicazione fra rilevatori e centrale antifurto avviene per mezzo di onde radio quindi soggette a numerose interferenze e soggette a limitazioni tecniche, consiglio di non installare la centrale:
La portata della lunghezza d'onda in campo libero in modulazione di frequenza a 433MHz sono
circa 300Mt.
Gli ambienti con un'elevata presenza di cemento armato (effetto gabbia) oppure
con pareti di notevole spessore (effetto scudo) - quali potrebbero essere le
case d'epoca - riducono la portata delle comunicazioni a pochi metri.
Effettuare sempre una prova di ricezione del segnale radio per tutti i componenti del sistema, con la centrale fissata - anche in qualche modo - nel luogo prescelto per la posizione definitiva.